Il vero segreto del value investing

Oggi voglio lasciare un attimo da parte la stretta attualità per entrare a piedi uniti su di un argomento che mi sta molto a cuore: il value investing.

 

Se esistesse un vocabolario finanziario alla voce value investing ci sarebbe la foto di Warren Buffett.

 

Infatti, benchè le origini di questo stile di investimento si facciano risalire a Benhamin Graham, professore universitario e mentore di Buffett, nella realtà è stato l’oracolo di Omaha a rendere famoso questo metodo.

 

Purtroppo però, come spesso accade quando una cosa diventa di moda, il continuo passaparola nè ha fatto perdere il significato originale e si sono sedimentate delle definizioni che nulla o quasi hanno a che fare con la vera essenza del value investing.

 

Per farti capire bene a cosa mi riferisco andiamo a vedere come Wikipedia definisce il value investing

 

Il value investing è una tecnica d’investimento che deriva dalle idee su investimento e speculazione che Benjamin Graham e David Dodd iniziarono a insegnare alla Columbia Business School nel 1928 e in seguito svilupparono nel loro testo Security analysis (prima ed. 1934). Sebbene il value investing abbia preso varie forme esso si basa fondamentalmente sull’acquisto di titoli al di sotto del loro valore intrinseco. Lo sconto rispetto al prezzo di mercato costituisce quello che Graham chiama “margine di sicurezza”. 

 

E fin qui nulla da dire, poi però la famosa enciclopedia della rete continua nella spiegazione e scodella questa asserzione:

 

Il value investing ha dimostrato di essere una tecnica di investimento di successo. Numerosi studi accademici dimostrano che l’acquisto di azioni a prezzo basso (anche usando solo semplici parametri come il prezzo/utili o il prezzo / book value) nel lungo periodo supera i risultati delle azioni growth e del mercato nel suo complesso.

 

Ma siamo sicuri che sia proprio così?

 

Basta veramente “usare solo semplici parametri come il prezzo/utili o il prezzo / book valueper battere il mercato e fare i soldi a palate?

 

Beh, immagino che avrai già capito che la risposta è un sonoro e netto: NO!

 

D’altronde se bastasse fare due semplici divisioni per trovare le aziende migliori da acquistare, chiunque fosse in possesso di una calcolatrice diventerebbe immensamente ricco.

 

Purtroppo però non è affatto così e a farcelo sapere è lo stesso Buffett in una delle sue dichiarazioni più famose: “È meglio comprare un business meraviglioso ad un prezzo equo piuttosto che un business discreto ad un prezzo meraviglioso

 

Quindi che sia chiaro una volta per tutte, non basta calcolare due multipli e scoprire che un’azione è sottovalutata per pensare di aver trovato l’affare della vita.

 

Il gioco, in realtà, è molto più complicato di così.

 

Quando un’azienda viene scambiata a multipli (come il P/E o il P/BV) bassi c’è sempre un motivo.

 

Non pensare che siano tutti matti quelli che svendono le proprie azioni al di sotto del valore intrinseco e tanto meno non ti illudere che qualcuno abbia deciso di regalarti una pepita d’oro a prezzo di saldo.

 

Quando un titolo è scambiato a multipli bassi è perché l’azienda in quel momento ha un problema, magari si è deteriorato il modello di business, magari il management ha fatto scelte sbagliate che non hanno ancora intaccato i fondamentali ma lo faranno a breve, insomma le difficoltà possono essere tante…

 

La vera capacità sta nel capire se queste difficoltà saranno momentanee o permanenti. 

 

E’ questo il vero segreto del value investing!

 

Il difficile è capire se il mercato sta valutando correttamente i rischi, se li sta sopravvalutando allora si compra se invece i rischi sono sottovalutati allora bisogna starne alla larga.

 

Ma questo dentro al rapporto Prezzo/Utili non c’è scritto. 

 

Non esiste un indicatore che contenga da solo tutta la verità, ogni numero ha senso solo se inserito in una analisi generale.

 

Valutare una azienda non è solo un gioco matematico, altrimenti basterebbe un pc a farlo.

Se per determinare il valore reale di un titolo mi avvalgo di un intero team di professionisti di alto livello è proprio perchè i fattori da tenere in considerazione sono parecchi.

 

Come ho spiegato approfonditamente nel mio libro “Battere il Benchmark”, che ti consiglio vivamente di leggere – trovi tutte le info cliccando qui https://bit.ly/2R7yOjX – prima di decidere se val la pena acquistare un titolo io seguo un protocollo di 5 passi, e solo se ogni condizione è soddisfatta entro in posizione.

 

Quindi, stai molto attento alle definizioni che si trovano in internet, perchè non basta trovare un titolo sottovalutato per avere la certezza che questo salirà, come non basta che un titolo sia sopravvalutato per sapere che presto scenderà.

 

Il mercato non prezza mai il presente, bensì cerca di prevedere l’andamento futuro e la chiave del successo sta nel capire se la società riuscirà o meno a soddisfare le aspettative e/o addirittura batterle.



Il segreto è tutto qui, solo che dirlo è facile, farlo un po’ meno.

 

Io non mi sento certo un fenomeno, però credo di aver dimostrato di essere in grado di capire quando un titolo è veramente sottovalutato, e non perchè lo dice il rapporto tra prezzo e utili, ma perchè il business è ancora solido ed il mercato sta sottostimando gli utili futuri.

 

Non credo sia un caso se ho chiuso, negli ultimi 10 anni, più del 70% delle operazioni in guadagno realizzando un rendimento lordo medio del 22,78%.

 

Attenzione, non ti sto dicendo che matematicamente otterò questi risultati anche in futuro, sarei disonesto se lo facessi.

 

Ti sto solo dicendo che ho dimostrato con i fatti che sono in grado di battere il mercato 7 volte su 10, perchè questo è quello che dicono i numeri dal 2010 ad oggi.

 

Nessuno può sapere i rendimenti che ci saranno in futuro, ma penso di poterti dire che qualsiasi cosa succederà, se mi giudichi nell’arco di qualche anno, sarò in grado di darti risultati molto superiori alla media del mercato.

 

Questo è quello che è successo negli ultimi 10 anni e questo è quello che è molto probabile che accadrà in futuro.

 

Abbonandoti ai miei servizi potrai operare nel mercato americano in modo semplice e sicuro senza dover fare noiose analisi e senza la paura di sbagliare.

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Un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire quale dei miei portafogli è più adatto alle tue esigenze.

 

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

Firma
Giuseppe Pascarella
Giuseppe Pascarella@giuseppepascarellaofficial
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- Esperto di mercato azionario USA
- Fondatore di PascaProfit.com
- Autore di "Battere il Benchmark"

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